Ricerche sulla storia, tradizioni e curiosità del territorio verolese - di A. Barbieri

Il collare dell’Ordine di San Michele

Il collare dell’Ordine di San Michele

𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲

Nell’androne del Castel Merlino a Verolanuova si trova la testimonianza di una importante onorificenza concessa a casa Gambara. Si tratta dello stemma gentilizio della casata, contornato da quello che sembra un abbellimento estetico.

In realtà non è un vezzo dello scultore, ma della rappresentazione plastica del collare dell’Ordine di San Michele, conferito a Nicolò Gambara intorno al 1510 dal re di Francia Luigi XII, evidentemente come ricompensa per aver favorito il re francese contro la Repubblica di Venezia nella conquista della città di Brescia.

Il Collare dell’Ordine di San Michele era la più importante onorificenza del Regno di Francia prima dell’introduzione dell’Ordine dello Spirito Santo. Era costituito da dodici conchiglie del pellegrino, legate con nastro di seta e nodi d’amore; il tutto completato da un pendente con effigiato l’Arcangelo Michele, patrono di Francia, nell’atto di trafiggere il drago.1

Il bassorilievo dello stemma Gambara nell’androne del Castel Merlino (foto propria)

Il Nicolò Gambara insignito di tale prestigiosa onorificenza non è da confondere con l’altro Nicolò, del quale si conserva il monumento funebre nella chiesa della Disciplina di Verolanuova, infatti il monumento cita il Nicolò Gambara morto nel 1592 a cinquantaquattro anni.

Il monumento funebre di Nicolò Gambara nella chiesa dell Disciplina di Santa Croce a Verolanuova (foto propria)

Il Nicolò del collare dell’Ordine di San Michele fu un uomo d’arme, condottiero di ventura al servizio ora degli uni ora degli altri, con lo scopo sempre ben impresso di conservare e se possibile ampliare il proprio feudo.

Nel periodo di maggior fulgore lo troviamo al servizio del re di Francia Luigi XII contro Venezia. Dopo la battaglia di Agnadello, favorisce l’ingresso dei francesi nella città di Brescia con la provocazione di disordini. È certamente per i servigi ricevuti che Luigi XII gli conferisce, oltre al collare dell’Ordine di San Michele come abbiamo visto, anche i feudi di Manerbio, Quinzano e Gottolengo.2

È da dire che la potestà su questi territori durerà poco, infatti il comune di Brescia avvia una dura lotta contro il Gambara, sollecitato evidentemente dai locali.

In questa diatriba si inserisce anche il fatto che la figlia di Nicolò, Auriga che gestiva con grande spregiudicatezza il feudo in assenza del padre, aveva dapprima organizzato abusivamente un mercato settimanale in aperta concorrenza con quelli di Quinzano e di Orzinuovi e addirittura aveva anche intrapreso l’iniziativa di voler organizzare una fiera annuale.3

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_San_Michele ↩︎
  2. https://condottieridiventura.it/niccolo-gambara/ ↩︎
  3. https://www.alicecasavacanza.it/piazza-liberta/ ↩︎
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